Piazza Silvestri a Bevagna, uno dei borghi della valle umbra
Piazza Silvestri a Bevagna, uno dei borghi della valle umbra — foto: Accurimbono · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Assisi da sola riempie una giornata, ma sarebbe un peccato fermarsi lì. Sotto le colline si apre la valle umbra e nel giro di pochi chilometri si allineano tre borghi che raccontano tre cose diverse: Spello, la città romana diventata giardino; Bevagna, il medioevo rimasto in piedi; Montefalco, il vino e la pittura. Si visitano tutti e tre in una giornata, in auto, senza correre. Spello dista circa 7 km dal B&B; gli altri due sono poco oltre, comunque a meno di un'ora d'auto.

Spello, la prima tappa

Spello si annuncia dalla strada con le mura di età romana ancora in piedi. Si entra da Porta Consolare oppure da Porta Venere, fiancheggiata dalle due torri poligonali note come Torri di Properzio: è uno degli ingressi urbani romani meglio conservati della regione. Da lì in poi il paese è una salita continua di vicoli stretti, con archi, scalinate e soprattutto vasi di fiori dappertutto: balconi e muri sono curati come se ci fosse una gara permanente, e in un certo senso c'è.

La tappa da non saltare è la chiesa di Santa Maria Maggiore, dove si apre la Cappella Baglioni affrescata dal Pinturicchio: Annunciazione, Adorazione dei pastori, Disputa nel Tempio, colori brillanti, dettagli minuscoli e un pavimento in maiolica di Deruta che da solo merita la sosta. È uno dei capolavori del Rinascimento umbro, in uno spazio raccolto che permette di guardarlo da vicino.

Chi ha tempo può aggiungere la Villa dei Mosaici, con i pavimenti musivi di una residenza romana, e la salita fino alla parte alta del paese, dove il panorama si apre sulla valle.

Bevagna, il medioevo rimasto in piedi

Da Spello si scende in pianura e si arriva a Bevagna, che ha una delle piazze più belle dell'Umbria: Piazza Filippo Silvestri, irregolare e silenziosa, con due chiese romaniche affacciate una di fronte all'altra, San Michele Arcangelo e San Silvestro, e il palazzo dei Consoli con il piccolo teatro storico. È una piazza che non è stata "sistemata": ha conservato le sue asimmetrie, ed è esattamente il motivo per cui funziona.

Bevagna era la romana Mevania, e la città antica affiora ancora: si visitano i mosaici delle terme romane, con figure marine in bianco e nero, e nel tessuto delle case si riconosce la curva dell'antico teatro, inglobato negli edifici. È un gioco divertente da fare camminando.

Se capitate a giugno, sappiate che ogni anno Bevagna ospita il Mercato delle Gaite, quando i quartieri storici riaprono le botteghe medievali — carta, seta, cera, canapa — con lavorazioni ricostruite sulla base dei documenti d'archivio. Per le date e il programma fate riferimento ai canali ufficiali della manifestazione.

Montefalco, la ringhiera dell'Umbria

Ultima tappa, e non a caso: Montefalco sta in cima a un colle e viene chiamata la ringhiera dell'Umbria perché da qui si vede tutta la valle in una volta sola, con Assisi, Spello e i monti sullo sfondo. Il centro è minuscolo e ruota attorno a una piazza circolare da cui partono le strade verso le porte.

Da vedere c'è il complesso museale di San Francesco, che conserva il ciclo affrescato da Benozzo Gozzoli con le storie del santo: un racconto pittorico quattrocentesco che, se avete già visto Assisi, si legge come un dialogo a distanza con la basilica.

Poi c'è il vino. Montefalco è la patria del Sagrantino, un rosso da uve autoctone di grande struttura, prodotto sia secco sia nella versione passito, con cantine sparse nelle colline tutt'intorno. Molte aziende accolgono visitatori su prenotazione: organizzatevi in anticipo e ricordate la regola d'oro dell'itinerario in auto, cioè che chi guida assaggia poco o non assaggia.

Consiglio pratico: partite presto e fate Spello per prima, quando i vicoli sono ancora in ombra e si cammina bene. Tenete Montefalco per il tardo pomeriggio: la vista dalla ringhiera con la luce bassa è il modo migliore di chiudere la giornata. In tutti e tre i borghi si parcheggia fuori dalle mura e si entra a piedi, quindi mettete scarpe comode.

Come organizzare la giornata

  • Mattina: Spello, con la Cappella Baglioni e i vicoli fioriti.
  • Pranzo e primo pomeriggio: Bevagna, la piazza e i mosaici romani.
  • Tardo pomeriggio: Montefalco, il ciclo di Benozzo Gozzoli e il panorama.
  • Le distanze tra un borgo e l'altro sono brevi: il tempo vero se ne va a piedi dentro i centri storici, non in macchina.

Un'ultima nota sul calendario: a Spello, nella domenica del Corpus Domini, si tengono le Infiorate, quando le strade del centro vengono coperte da tappeti di petali realizzati durante la notte. È spettacolare ed è anche molto affollato: se volete andarci, informatevi per tempo sui canali ufficiali e mettete in conto di arrivare presto.

La valle umbra parte da qui

Dal B&B Le Querce di Mamre, nella campagna di Assisi, Spello dista circa 7 km e gli altri borghi della valle si raggiungono facilmente in auto. Parcheggio privato gratuito e colazione inclusa per partire presto ogni mattina.